Il telecronista di Sky Sport F1 paragona Russia 2018 e Austria 2002. Anche Schumacher invitò Barrichello a salire sul podio.

Il tema più caldo del post-gara di Sochi è stato il plateale ordine di scuderia partito dal muretto della Mercedes ai suoi piloti. A Valtteri Bottas è stato tolto un successo quasi assicurato, per spianare la strada (verso il titolo piloti) a Lewis Hamilton: questo il piano attuato in Russia dalla scuderia tedesca che, nella circostanza, ha richiamato alla mente la mossa della Ferrari nel GP d’Austria del 2002, quando Rubens Barrichello rallentò a pochi metri dal traguardo servendo al compagno Micheal Schumacher la vittoria sul piatto d’argento.

Il noto telecronista Carlo Vanzini, dagli studi di Sky Sport, si è espresso così sulla scottante faccenda: “Questo sport è fatto di giochi di squadra. Ne abbiamo visti in passato, quello clamoroso della Ferrari del 2002, quello del 2007 della Ferrari all’ultima gara, anche se lì si decideva il titolo ed era abbastanza logico. Abbiamo ricordato il 2002 perché è il momento in cui la cosa viene fatta in modo molto plateale: in quel caso c’era ancora meno bisogno di una mossa del genere, perché era il sesto appuntamento della stagione e Schumacher ne aveva già vinte quattro su cinque. Qualcuno dice che è un esempio completamente diverso, ma lo è relativamente. In quella circostanza tutti i media internazionali massacrarono la Ferrari: in questo caso non è avvenuto perché siamo più vicini alla fine del mondiale. Ad ogni modo, la situazione è identica, con Hamilton che invita Bottas sul gradino più alto del podio come fece Schumacher con Barrichello”.

Noi ragioniamo da tifosi e amanti dello sport e ragioniamo in termini di lealtà: è giusto vincere o far vincere così un pilota piuttosto che un altro? Da un punto di vista strettamente sportivo certamente no. Ma da un punto di vista “aziendale” evidentemente si. Sono troppi gli interessi in ballo e poco importa se Hamilton ha un ampio vantaggio sui rivali della Ferrari. Parliamo di un mondiale assicurato a prescindere dal successo regalatogli da Bottas. Ma cosa passa per un pilota che sta per vincere una gara e gli arriva in cuffia l’ordine di lasciar passare il suo capitano? Il regolamento ovviamente non vieta un “sorpasso” del genere, ma l’etica dello sportivo in tutto questo dove sta? Trattasi di questioni aziendali che noi tifosi non riusciremo mai a capire.