n mercato dal potenziale elevato ma che, a conti fatti, stenta a decollare: è questo il quadro della diffusione delle auto elettriche in Europa e in Italia, delineato dai dati dell’Associazione europea costruttori auto sulla mobilità a emissioni zero.

I numeri dell’elettrico in Europa. Partiamo subito dai numeri: a livello continentale si evidenzia un legame molto stretto tra reddito pro-capite e le vendite dell’elettrico, visto che la gran parte del mercato (l’85 per cento) è detenuta da sei Paesi a forte reddito, vale a dire Germania, Regno Unito, Francia, Svezia, Paesi Bassi e Belgio. A preoccupare però è anche la situazione delle infrastrutture a supporto della mobilità elettrica, perché le colonnine di ricarica dislocate in Europa sono solo 117 mila, una quota ritenuta bassa in assoluto, ma soprattutto in considerazione dell’obiettivo della Commissione Europea che prevede due milioni di aree di sosta “elettrificate” entro il 2025.

Quote basse in Italia. Uno scenario che appare ancora più desolante nel nostro Paese, dove la rete infrastrutturale a supporto della mobilità a emissioni ridotte è davvero esigua, pari appena al 2,35 per cento del totale Ue, ovvero 2700 colonnine di ricarica presenti sulle strade italiane. Anche la quota di mercato delle auto elettriche è molto bassa, pari a circa lo 0,2 per cento sul totale del venduto, mentre in Europa si sale almeno a 1,5 per cento, comunque distante anni luce dagli auspici della Commissione Ue, che prevedono una quota delle vendite di auto a “zero” o “low emission” del 15 per cento entro il 2025 e del 30 per cento nel 2030.

Le barriere del mercato. Eppure, l’interesse per questa nuova mobilità sostenibile sembra essere elevato anche in Italia, e secondo alcune ricerche di settore oltre metà dei consumatori del nostro Paese prende in considerazione l’acquisto di una ibrida o elettrica, salvo poi finalizzare l’acquisto di un mezzo “tradizionale“. Gli ostacoli sembrano essere di diverso tipo, a partire da costi troppo elevati delle auto elettriche e da una rete infrastrutturale ancora carente.

Idee per far decollare l’elettrico. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di spingere sul pedale dell’accelerazione con validi incentivi all’acquisto di vetture green, andando ovviamente di pari passo con investimenti per migliorare la rete di ricarica a livello nazionale; altro fattore positivo è la diffusione di agenzie che propongono il noleggio di auto elettriche, come nel caso di Noleggio Elettrico, uno dei pionieri italiani in questo campo.

Poche colonnine di ricarica. Secondo le previsioni (ottimistiche) il mercato delle auto elettriche dovrebbe aumentare di dieci volte i propri volumi di affari nel giro dei prossimi 7 anni, ma le barriere di tipo economico, infrastrutturale e anche politico sembrano portare a una realtà differente. Pensando soltanto all’Italia, si stima che a ogni colonnina di ricarica presente sulle strade dello Stivale ne corrispondono 12 nei Paesi Bassi e 9 in Germania: un gap che alla lunga potrà pesare non solo sul fronte ambientale, ma anche su quello turistico, perché il Paese rischia di non essere preparato adeguatamente per accogliere i viaggiatori del prossimo futuro.

Un mercato a trazione giovanile. La speranza è affidata soprattutto alle nuove generazioni, che rappresentano anche il target principale che guarda con interesse al mercato elettrico: un recente sondaggio effettuato su un campione stratificato di 1.400 acquirenti italiani rivela che i più propensi all’acquisto di auto elettriche sono i giovani di età compresa tra i 25 e i 44 anni e scolarizzati, che utilizzano un’auto premium e per non più di 3 anni.