Le Ducati Scrambler formano una gamma di moto prodotti dalla casa di Borgo Panigale in due serie, nelle cilindrate 125, 250, 350 e 450, dal 1962 al 1976.

La 1ª Serie delle Scrambler rappresentavano la versione entro-fuoristrada della gamma “Diana” e, successivamente, della gamma “Mark 3”, mantenendone pressoché invariate le caratteristiche delle motorizzazioni, ma con ciclistica e sovrastrutture adatte al fuoristrada leggero.

La nuova moda motociclistica dello “scrambler” aveva fortemente attecchito in molti Stati degli USA durante la seconda metà degli anni cinquanta, facendo intuire ai più attenti osservatori che sarebbe potuta diventare una nuova tipologia produttiva.

Nel 1960 l’importatore statunitense Berliner Motor Corporation chiese alla Ducati la realizzazione di una motocicletta adatta all’utilizzo stradale, ma anche in grado di affrontare agevolmente percorsi sterrati. Dopo una limitata pre-serie per saggiare il gradimento del pubblico, nel 1961, i prototipi definitivi vennero ultimati all’inizio del 1962 e messi in produzione nello stesso anno.

Il nuovo modello Ducati Scrambler OHC 250, ottimisticamente accreditato di 30 hp e destinato esclusivamente al mercato USA, fu quindi messo in vendita alla cifra di 669 $ – circa 20 $ in meno della versione “Diana” da cui derivava – ottenendo un discreto successo di vendita.

Si tratta, sostanzialmente, del modello “Diana” cui sono stati sostituite le sovrastrutture sella-serbatoio-parafanghi, dotato di pneumatici da fuoristrada e di un ampio manubrio.

È del 1964 il primo aggiornamento che prevede un serbatoio più squadrato, l’adozione del cambio a 5 marce e altre piccole migliorie alla ciclistica.

L’anno seguente il modello inizia ad essere distribuito anche in Italia, è accolto tiepidamente e dal 1967 viene offerto anche nella versione “350” per cercare controvertire la flessione delle vendite USA, in attesa del nuovo modello, i cui prototipi sono già in avanzata fase di sperimentazione.