Lewis Hamilton è campione del mondo per la quinta volta in carriera. Il pilota britannico eguaglia il record di Fangio al termine di una gara complicatissima: la quarta posizione finale è stata sufficiente a farlo trionfare, visto l’enorme distacco ormai accumulato su Vettel in classifica.

Era solo una formalità e Lewis l’ha sbrigata. Il britannico, come nel 2017, ha festeggiato davanti al pubblico messicano e, esattamente come un anno fa, l’ha fatto al termine di una gara tutt’altro che semplice, in cui ha dovuto fare i conti con le condizioni particolari del tracciato di Città del Messico e con delle gomme che gli hanno dato grossi grattacapi per tutti e 71 i giri. Vincere restando giù dal podio (per altro quasi doppiato dal primo classificato) lo avrà certamente fatto infuriare, ma smaltita la delusione ha potuto far esplodere la propria gioia: cinque titoli mondiali, come il mito Fangio. Uno in più di Vettel e Prost. Una domenica d’orgoglio per Seb, che ha alzato bandiera bianca con una gara straordinaria, ritrovando il podio dopo due weekend da incubo. È viva la lotta per i costruttori: Ferrari a – 55 dalla Mercedes a due GP dal termine.

Mai come quest’anno è forte la sensazione che il mondiale fosse alla portata della Ferrari e invece è andato perso. Una macchina performante e più veloce della Mercedes spesso, quasi ad ogni gara. Una Mercedes sofferente soprattutto a inizio stagione. Questo mondiale l’ha vinto la Mercedes, l’ha vinto Hamilton, ma soprattutto l’hanno perso Vettel e la Ferrari. Il pilota di punta della Ferrari si è reso spesso protagonista di errori evitabili, sbagli che hanno portato ad un distacco enorme in classifica.

Una cosa del genere non può e non deve accadere con una macchina così veloce come quella di quest’anno. La Ferrari si è complicata la vita da sola. Spesso dal muretto, spesso anche solo in pista. Non ci resta che sperare nella magra consolazione della lotta per il mondiale costruttori. Questo mondiale dovrà essere ricordato come il mondiale perso da Vettel più che mondiale vinto da Hamilton. Il britannico non ha dovuto fare altro che portare la macchina al traguardo e approfittare delle “soste” e degli sbagli degli uomini del Cavallino.