Sergio Marchionne torna ad attaccare: qualche tempo fa aveva ‘minacciato’ l’uscita della Ferrari dalla Formula1, adesso riprende a esprimere lo stesso concetto.

Nel corso del pranzo di Natale a Maranello il presidente ferrarista è stato molto chiaro, ecco le sue parole, riportate da “La Gazzetta dello Sport”:

“La cosa che mi dà più fastidio è che li ci sia un uomo d’esperienza come Ross Brawn che sta cercando strade contro il Dna della F1. Fare auto tutte uguali e motori semplici ed economici è come la Nascar, a noi non interessa. Dobbiamo trovare un equilibrio sulle decisioni per il futuro che soddisfino tutti e credo che faremo in tempo. Altrimenti la Ferrari andrà via. Se credono che stiamo bluffando, scherzano con il fuoco. Nel rinnovo del contratto con Liberty c’è la possibilità di svincolarsi, al contrario del Patto della Concordia. E credo che la Ferrari abbia la forza per trascinare anche altri in un campionato alternativo”.

Sergio Marchionne ovviamente ha avuto modo di parlare anche del campionato 2017 di F1:

“Considerando da dove siamo partiti nel 2016, abbiamo fatto passi da gigante. Ma la seconda parte di stagione è stata imbarazzante è spiacevole. Le gare asiatiche un calvario. Escludendo quelle, Vettel avrebbe vinto il Mondiale. Il secondo posto non è un bel risultato. Nel 2018 mi aspetto molto di più da questa squadra”.

Poi su Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen:

“Vettel in certi momenti sembra davvero un meridionale. Questione di carattere. Ma è un ragazzo che studia molto se stesso e credo abbia imparato. Nel 2018 non vedremo più la sua parte meridionale. D’ora in poi, con una macchina competitiva, la responsabilità è sua. Raikkonen? A volte è un piacere vederlo guidare, altre non si riconosce. Dobbiamo trovare la vite giusta per farlo rendere al meglio. Sarebbe un peccato se chiudesse la carriera l’anno prossimo senza dimostrarlo. Il dopo Kimi sarà un giovane. Ci sono grandi talenti in giro come Leclerc, Verstappen, Giovinazzi. Vediamo Charles, sono contentissimo di lui”.

Inevitabile un commento sul ritorno in F1 dell’Alfa Romeo:

“Per ora partiamo così, ma in futuro c’è la possibilità che contribuisca anche per la parte tecnica, in Alfa ci sono le competenze. Poi, nella mia testa c’e anche l’impegno in F1 della Maserati, ma non adesso. Il gruppo Fca inoltre sarà presente in qualche modo anche in Formula E”.

Infine Marchionne ha esposto le ragioni dell’addio a Lorenzo Sassi, ex responsabile del progetto e dello sviluppo del motore termico della power unit:

Sassi era e continua ad esserlo, una persona di alta competenza per quanto riguarda i motori. Confermo che qui abbiamo avuto un motore che ha avuto problemi sul banco e che non siamo riusciti a chiudere nel 2017. Ma questo è un problema che non era soltanto di Sassi, ma di tutta la squadra. Quando abbiamo analizzato il problema delle rotture, ci siamo resi conto che dovevamo fare un cambiamento nella struttura per evitare che si potesse ripetere il lancio di un progetto che andava avanti da tanto tempo senza portare i risultati attesi”.

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