Il samurai spagnolo si appresta a vivere una stagione di fuoco, piuttosto impegnativa. Il suo è un vero e proprio inno al motorsport. Quest’anno Alonso lo vedremo impegnato in ben tre competizioni diverse, proprio come i piloti erano fare negli anni 70.

Una volta i piloti di F1 erano impegnati su più fronti nel corso della stessa stagione. La voglia di gareggiare e di correre era tanta. Esagerata era la voglia di cimentarsi in più gare, in campionati diversi tra loro e quindi ecco che uno stesso pilota partecipava al campionato di F1, a un campionato di F2 e si cimentava in un mondiale prototitpi. Oggi l’unico pilota in grado di fare una cosa del genere è Fernando Alonso, perché no, dandoci anche un po’ l’illusione di rivivere quegli anni. Dimostrando di essere ancora competitivo nonostante gli anni sfortunati in F1.

Il pilota asturiano si dividerà infatti fra il mondiale F.1 e il WEC. Fra la sua McLaren e la Toyota, in un valzer senza precedenti negli ultimi 30 e passa anni. Un conto è fare una gara ogni tanto, magari vincendola come Hulkenberg, un altro affrontare tutto un campionato. E’ una cosa saggia? Una cosa è certa: proprio come negli anni 70, la voglia di correre di Alonso è tanta.

Non si può non apprezzare un pilota così, con una voglia come la sua, con una passione immensa come la sua. Mark Webber non è favorevole ad un impegno del genere e si pronuncia così: “La 24 ore di Le Mans prevede un impegno di un certo tipo, devi concentrarti esclusivamente su questa gara, fare tutto un campionato insieme al mondiale F.1 no, troppo stress, rischi di perdere di vista il risultato finale. Credo che Fernando possa farlo ma da qualche parte perderà contatto o concentrazione”.

Ci sono i maligni che lo accusano di vincere facile, vista la vittoria “annunciata” della Toyota nel mondiale WEC e chi aggiunge che Alonso si è ormai reso conto di non essere competitivo in F1. L’impatto di Alonso sulla popolarità in Europa della 500 Miglia di Indianapolis è stato notevole, saperlo al via a Daytona ha dato una scossa, vederlo magari vincitore a Le Mans o da altre parti, sarà una benedizione.

Storcerà il naso chi vede in questi atteggiamenti un disimpegno dalla F1, ma questo naso dovrebbe rimanere dritto al cospetto di tanta passione. Questo Alonso 2.0 non è più il top driver “cupo e torvo” (cit. Montezemolo) in perenne rapporto di odi et amo con la massima categoria. Lo spagnolo, con la sua versatilità, la sua duttilità, la sua gioia di correre, è un inno all’automobilsmo vero, è il multiforme ingegno di Ulisse che ha ritrovato la sua Itaca.

Il suo obiettivo è quello di vincere a tutti i costi la Triple Crown (vincere il Gran Premio di Monaco o campionato di F1, 500 miglia di Indianapolis e la 24 ore di Le Mans) e queste sono le sue dichiarazioni:

FERNANDO ALONSONon ho mai tenuto segreto il mio desiderio di vincere la Triple Crown: infatti lo scorso anno ho provato a vincere a Indianapolis. Ci sono andato vicino, ma non ci sono riuscito. Quest’anno, grazie a McLaren, avrò l’opportunità di correre con la Toyota nel WEC e di provare a vincere la 24 Ore di Le Mans. Sarà una grande sfida. Potrà anche andare male. Ma sono pronto, preparato e non vedo l’ora di combattere. In ogni caso, questa nuova sfida non mi distoglierà dai miei obiettivi principali, che restano la Formula 1 e la McLaren. Nel 2018 il mio obiettivo sarà essere competitivo in ogni Gran Premio e sono sicuro che siamo sulla strada buona per riuscire a rendere possibile tutto questo”.

Noi non sappiamo se Alonso riuscirà a vincere la tripla corona, ma un pilota con una passione grande come la sua ha già vinto. Ce ne fossero di piloti come lui. Bravo Alonso, grande campione!