Vettel vince una gara perfetta, si prende la testa del mondiale dopo 14 anni dall’ultima vittoria a 50.mo successo in carriera per lui.

VETTEL 10 E LODE – Il tedesco in Canada vive quella che è la giornata perfetta. Vince nel nome di Gilles Villeneuve, a 40 anni dalla prima vittoria del canadese, si riprende con la sua 50.ma vittoria in carriera anche la testa del mondiale. Vince nel regno di Hamilton, su una pista dove il pilota britannico ha dominato negli ultimi tre anni. Vince facendo una serie di giri veloci, senza sbagli e partendo non da favorito (l’aveva dichiarato proprio lui alla vigilia della gara). Incarna il pilota che lavora tanto e prepara la gara nei minimi dettagli assieme ai propri uomini. E’ un uomo che fa squadra, ringrazia tutti via radio e lo fa nel modo in cui lo farebbe un allenatore di una squadra di calcio dopo aver portato i tre punti in casa dell’avversario. Imperioso

BOTTAS 9 – Ci pensa lui a ridurre i danni, prova per un po’ ad impensierire un Vettel in forma, non ce la fa ma ci prova. In una giornata in cui il suo capitano non va, fa lo scudiero perfetto, lotta per il titolo costuttori. Da un certo punto della gara si è dovuto impegnare a difendere la seconda posizione e a difendersi da un inferocito Verstappen. E’ la quarta volta quest’anno che arriva secondo. Costante

VERSTAPPEN 8 – Porta a casa un ottimo terzo posto, davanti al proprio compagno di squadra. Era partito male in conferenza promettendo testate a chi gli avesse fatto ancora domande sui suoi incidenti. Ha dimostrato che è in grado anche di saper guidare tenendo appunto la testa sulle spalle e facendo vedere delle buone cose. Ad un certo punto ha tentato anche l’attacco al secondo posto, si è dovuto accontentare del gradino più basso del podio. Determinato

RICCIARDO 7.5 – In Canada è andato in scena un duello a parti invertite: mentre Verstappen lottava con Bottas, Ricciardo lottava per la quarta posizione con Hamilton. Il re inaspettato del principato di Monaco si è difeso in maniera decisa dagli attacchi altrettanto decisi di Hamilton. Quarto in gara e quarto nel mondiale con 86 punti. Questa Red Bull con i suoi piloti può essere l’ago della bilancia e bisogna considerare che ha all’attivo anche due ritiri in questa stagione. Bravo ad approfittare delle difficoltà di Hamilton. Siamo certi che la sua posizione in classifica mondiale e soprattutto le sue ambizioni sarebbero ben diverse senza quei due zeri. La strada è quella giusta, ma ce n’è ancora molta da fare. Altalenante

HAMILTON 6 – Anche se ti chiami Hamilton la giornata no ci può stare. Anzi è proprio significativo se tutto accade proprio sulla pista dove hai vinto a mani basse negli ultimi 3 anni. La macchina ha un calo di potenza, il suo rivale vince in quello che è il suo regno e lui perde anche la testa del mondiale. Per un pilota ci può essere una cosa peggiore? A fine gara si dichiara comunque ottimista e ha ragione se consideriamo che in giornate così ti può andare anche peggio. Ad un certo punto fa due conti e capisce che forse è il caso di provare ad attaccare Ricciardo negli ultimi giri e prova a rubargli la posizione. Combattivo

RAIKKONEN 4 – Perchè corre così? Forse il termine “correre” non si addice al pilota in questione. Allora proviamo a riformulare la domanda: perché guida così? La Ferrari ha il finlandese sbagliato se consideriamo i risultati e la costanza del finlandese di casa Mercedes. Raikkonen è stato veloce nelle libere del venerdì (la classifica dove non si prendono punti), ha sbagliato le qualifiche del sabato, si è perso del tutto la domenica in gara: un’escalation al contrario in pratica. Forse arriva stanco al giorno della gara visti i ritmi del venerdì. Facciamo davvero fatica a capire l’atteggiamento di questo pilota. Non riesce ad attaccare e ad impensierire quello che davanti a lui è un Hamilton in difficoltà. Indispettito e demotivato dal fatto che hanno portato il motore nuovo per Vettel? Ma basta come scusante? Indisponente persino nei confronti dei giornalisti dove si limita a rispondere a monosillabi e si limita a dire che è stato un weekend negativo. Pigro

La Ferrari torna a vincere in Canada 14 anni dopo l’ultima vittoria, quella di un altro tedesco, sua maestà Schumi. Un segnale importante per gli avversari, per il morale degli uomini in rosso. Una vittoria su una pista dove Hamilton & co hanno sempre avuto il ruolo dei più forti. Mondiale riaperto, bisogna solo continuare a lavorare così.