E’ quasi tutto pronto per la quindicesima edizione di Hell’s Gate. Domani scadono le iscrizioni per l’inferno, la gara di enduro estrema si avvicina.

Hell’s Gate è nata da un’idea di Fabio Fasola (qui sopra truccato da IT): dal 2004 si svolge ogni anno a febbraio, nella tenuta de Il Ciocco, sull’Appennino toscano, è una corsa in due fasi; al mattino una gara di enduro eliminatoria: i primi 30 classificati accedono alla gara vera e propria, la finale di Hell’s Gate. Lo scorso anno è stato l’inglese Graham Jarvis su Husqvarna a vincere, staccando di oltre 4 minuti gli avversari durante la finale di tre faticosissime ore. Griglia di partenza come GP e poi l’Inferno: 4 giri, una prova speciale non-stop, con i soli controlli di passaggio.

I piloti che transitano con un ritardo superiore ai 30 minuti rispetto al concorrente in testa alla gara sono eliminati dalla competizione. Ai piloti è consentito di ricevere l’aiuto del pubblico, indispensabile per affrontare la salita finale, dell’inviolabile Hell’s Peak.

Il percorso dell’Hell’s Gate è durissimo, un anello con difficoltà di ogni tipo: cascate, torrenti in piena, mulattiere su pietraie impossibili, altrimenti non si chiamerebbe inferno, vi pare? Quest’anno è stato prevista anche una novità indoor e un “ritorno al naturale”, di cui però non si sa ancora nulla. In programma c’è poi l’HsG Lite, per amatori e appassionati, con tre diversi tracciati per mettersi alla prova, il Trofeo Airohman, e il Challenge Metzeler Grip.

Sabato 10 febbraio, alle ore 7.30 ci sarà la gara eliminatoria, 40 km “tradizionali” per accedere alla fase cruciale; alle 15.30 i 30 migliori si sfideranno per tre ore sull’anello dell’Hell’s Gate. Infine, Hell’s Gate Lite. Domenica 11 febbraio, alle ore 10 partirà la Cavalcata di Hell’s Gate.

Per cui, cari enduristi, “lasciate ogni speranza o voi che entrate”, ma questa volta non ci sarà nemmeno Caronte a fare da traghettatore: l’Hell’s Gate lo si affronta da soli.