Oggi, rendiamo omaggio a Honda XR 600, mito e capolavoro nato in casa Honda negli anni ’80.

Tempo fa vi avevamo parlato della Yamaha TT 600 e oggi, se non altro per par condicio, rendiamo onore ad un altro mito delle enduro. La mitica Honda XR 600 è stata l’antagonista per eccellenza della cugina di casa Yamaha. Scegliere all’epoca era un po’ avere due linee di pensiero. Chi preferiva l’una non poteva volere l’altra e viceversa. L’XR era più agile, propedeutica e divertente. Più stabile e redditizia nei passaggi rallystici la TT.  La XR era più dolce e fluida nell’erogazione. Entrambe prendono la paga se messe a confronto con marchi specializzati come Husqvarna o KTM per via del loro peso eccessivo e per via di avere qualche cavallo in meno.

L’XR 600 è nata nel 1982 e i giovani di allora, oggi più o meno cinquantenni, la ricordano benissimo e molti di essi ancora ne possiedono una nel garage. Motore 4 tempi con testata RFVC a valvole radiali, cilindrata di 591cc (97×80), cambio a 5 rapporti, doppio carburatore Keihin da 28mm, forcella da 43mm, leveraggio progressivo posteriore Pro Link,  freno a tamburo posteriore e disco idraulico anteriore. la colorazione è totalmente rossa (flash red), le ruote sono 17″ al posteriore e 21″ all’anteriore. Sia nel 1985 che nel 1986 l’XR 600R viene commercializzata con il tripmaster Honda digitale di serie.

Nel 1991 numerose furono le modifiche

Nel 1991 l’XR 600R passa alla livrea completamente bianca con fianchetti blu e sella rossa, le modifiche salienti sono le seguenti:  il freno posteriore passa da tamburo a disco, il monoammortizzatore passa dal modello con serbatoio remoto a quello con serbatoio integrato, la forcella viene derivata da quella del CR500 a cartuccia con regolazione dell’idraulica in estensione, i collettori di scarico che dal 1988 erano in acciaio inox 2 in 2 passano ad acciaio verniciato 2 in 1, la camicia del cilindro passa da quella in alluminio con riporto al Nikasil alla ghisa, la corona della trasmissione finale passa da 50 a 48 denti.

Difetti di questo gioiello

Molti si lamentano della terza marcia che è la prima a rompersi, la prima a rimetterci le penne. Se non altro perché è sempre la marcia più usata vista la potenza e la motorizzazione della moto. Altri punti deboli di questa moto sono lo statore e la pompa dell’olio. Il nostro consiglio, al di là dei guai e delle varie cose più sfortunate che vi possono capitare, è questo: abbiate cura della moto. Siate precisi con il cambio dell’olio, precisi con la manutenzione e il motore della vostra moto avrà lunga vita. Il motore di una moto, fatte le dovute proporzioni e a parte casi eccezionali, è sempre frutto del vostro comportamento. Vi restituisce le attenzioni che voi gli dedicate (alzi la mano chi non ha fatto il paragone con una donna!). Quindi nonostante fosse un gioiello, c’è chi si è trovato male e chi invece ha visto nella XR una moto che gli ha regalato grandi soddisfazioni in virtù delle tante attenzioni fatte alla moto.

Il compito degli ingegneri al giorno d’oggi e’ calcolare con esattezza matematica la durata di una moto (macchina) per far si che il mercato dei ricambi sia sempre in movimento, senza denigrare il mezzo stesso bollandolo come inaffidabile. Secondo la regola di gillette, il vero affare non e’ vendere il rasoio, ma le lamette!