In Germania nel caso Dieselgate ora si è iniziato ad indagare anche sulla Porsche, ma la casa automobilistica si difende.

Lo scandalo Dieselgate sembra non avere fine, infatti il ministero dei Trasporti tedesco ha avviato un’indagine sulla Porsche per eventuali “manipolazioni dei consumi” e sulla presunta adozione di “dispositivi” in grado di truccare le emissioni. Si è avuta conferma dell’indagine tramite rappresentanti governativi e dall’ente federale.

La Porsche dal canto suo ha subito rispedito le accuse al mittente tramite, dichiarando di aver collaborato al 100% con le autorità per i controlli.

Ricordiamo però che negli Stati Uniti oltre ad Audi e Volkswagen anche Porsche è coinvolta nel dieselgate per i loro 3.0 V6 TDI, montato su 85 mila vetture tra cui la Cayenne.

Dieselgate è il nome dato all’ormai nota vicenda della quale si è reso colpevole il gruppo Volkswagen, accusato di gravi irregolarità nella gestione del sistema anti-inquinamento di alcune fra le proprie vetture con motore a gasolio: un software “defeat device”, rivela quando l’automobile viene sottoposta a test in laboratorio e modifica il funzionamento di un filtro, che lavora in maniera illecita non appena vengono a mancare le condizioni stabilite.