Italiani che vanno, italiani che arrivano. Per un Davide che va oltre manica a cercare fortuna, ecco un Riccardo che arriva, pilota che nel 2016 di fortuna ne ha avuta ben poca.

Riccardo Russo è uno dei piloti più giovani in griglia, è arrivato in SuperBike dopo aver messo in mostra gran parte del suo potenziale nelle categorie cadette. Quest’anno potrebbe essere l’anno della consacrazione, e anche se non corre per un team ufficiale noi crediamo che nel team di Mirco Guandalini troverà tutto il necessario per far bene. Manca poco più di un mese all’inizio della Sbk , il luogo di partenza sarà sempre quello:  Australia, più precisamente in quel magico posto così simile all’isola che non c’è che risponde al nome di Philip Island. Noi siamo riusciti a catturare Riccardo Russo  tra una preparazione in palestra ed un allenamento in moto. Con lui abbiamo fatto una lunga chiacchierata e i temi trattati sono stati numerosi. In attesa di rivelarvi quali belle iniziative verranno fatte nel corso della stagione da parte della redazione, vi  lasciamo con alcune delle tante domande a cui lui ci ha dato risposta.

  • Ciao Riccardo, innanzitutto possiamo dire completamente recuperato l’infortunio alla gamba dove ti sei fratturato tibia e perone? Si, finalmente adesso abbiamo recuperato completamente da quel brutto infortunio. Rimane solo da togliere la placca di titanio, ma la rimozione avverrà solo  a fine anno.
  • Quel weekend fu parecchio movimentato per il vostro team: il Sabato il tuo compagno di squadra subì un bruttissimo infortunio, mentre la Domenica tu hai vissuto il più classico dei “dalle stelle alle stalle”. Partito dalla Pole Position, dopo 3 ripartenze ti ritrovavi al penultimo giro in prima posizione, poi la caduta, la corsa in ospedale e l’operazione: che cosa hai pensato  in quei momenti? Fu un weekend molto strano: il Sabato il mio compagno di squadra Florian Marino subì un incidente molto cruento, e dalle prime immagini si capì subito la gravità della situazione. Quel Sabato io conquistai la mia prima Pole in SuperStock e per tutta la gara di Domenica fui nelle prime posizioni. Ero molto competitivo, ma tutto venne vanificato dalla caduta. Capii subito di essermi fatto male, e che quindi oltre la vittoria di tappa sarebbe sfumato ogni sogno mondiale
  • Che sapore ha avuto il podio del Lauritzring dopo l’infortunio? E’ incredibile come voi piloti possiate recuperare così velocemente, sia fisicamente che soprattutto mentalmente  Dopo molti di mesi di stop tornare con un podio è stata una gran bella soddisfazione. Quello che ti dà forza in quei momenti è la passione per quello che fai. Grazie ad essa, una volta che capisci che l’intervento è riuscito, ti torna subito la voglia di rimetterti in sella e di conseguenza la fame di vittoria. Grande aiuto è arrivato anche dai fan, non sai quanto possa essere importante per uno sportivo, di qualsiasi genere, avere un tale supporto
  • Rimane comunque l’occasione mancata per il titolo mondiale: ricordiamo che sei arrivato a 20 punti dalla Top 5 con 4 gare in meno e una potenziale vittoria in tasca, ma si sa, la storia non si fa con i se e con i ma. Spiegaci perché non hai deciso di rimanere in Stock per vincere il mondiale invece di venire in Superbike Ho avuto molte offerte per rimanere in SuperStock solo che quando la SuperBike chiama bisogna rispondere. Dopo la MotoGp è il Campionato Mondiale più importante e seguito, entrarci è difficilissimo e quando sai che il team per cui andrai a correre è un team come quello di Guandalini, per cui ho tra l’altro ho anche già corso e conosco bene, non puoi pensare di tirarti indietro.
  • Facciamo un passo indietro: mi descrivi i tre anni passati in supersport? Cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato? Il debutto ad Aragon fu stupefacente nel 2013 Gli anni passati in SuperSport sono stati anni di apprendistato , estremamente utili per me. Arrivavo dall’Europeo e molti circuiti erano completamente sconosciuti. Il debutto ad Aragon fu incredibile, fortunatamente la pista già la conoscevo e poi mi è sempre andata a genio, ho avuto certamente più problemi con quelle piste su cui non avevo mai girato. Il weekend di Gara non è molto lungo e il fatto di non avere riferimenti ti può far arrivare tardi alla corretta messa a punto. I tanti passaggi tra moto diverse invece mi hanno fatto capire cosa voglio dalla mia moto e come posso ottenerlo. Non posso dire con certezza cosa ha funzionato e cosa no, ho lavorato con persone meravigliose che mi hanno fatto crescere tanto, forse se avessi avuto più esperienza sarei arrivato a risultati ancora migliori.
  • Nel 2014 hai assaggiato anche Moto2 con Tasca Racing e Sbk con Pedercini: quale esperienza hai preferito? Sono due moto estremamente differenti. Mi sono divertito di più con la Superbike, anche se in classe EVO. La Moto2 rimane molto affascinante , ma un pacchetto tecnico non al top in una categoria dove conta anche il mezzo decimo purtroppo non ha contribuito ad arrivare ai risultati sperati. Fai conto che nel 2015 e nel 2016 le Suter sono praticamente sparite.
  • Il prossimo anno incontrerai di nuovo VdM dopo la Supersport e l’Europeo Superstock 600, dove nel 2012 faceste 2° e 1°. Lui guiderà la Yamaha ufficiale: ci saranno molte differenze tra le vostre moto? Sicuramente le moto saranno diverse avendo una moto privata io ed una Yamaha ufficiale lui, ma cercheremo con il team  di ottenere i migliori risultati possibili, ambendo ad essere sempre primi tra i privati.
  • Ecco Riccardo, dicci quali sono gli obiettivi per il prossimo anno L’obiettivo primario è quello di fare delle belle gare e quindi di mettermi in luce. Mi piacerebbe col tempo incominciare a stare in pianta stabile nei primi 10/12, poi se dovesse piovere o ci fossero condizioni particolari chissà…
  • Ti piace l’idea di invertire la griglia di partenza in Gara2 con il risultato di Gara1? Ma si dai, non credo che cambi più di tanto, però per noi della seconda fascia rimane un vantaggio, e poi può essere utile per vedere dove gli altri possono fare la differenza
  • Ti preoccupa che la Yamaha abbia fatto fatica l’anno scorso quando tutti si aspettavano molto di più? No questa cosa non mi preoccupa affatto, cercherò di dare il massimo in ogni situazione
  • Potresti correre alla prossima 8H di Suzuka che festeggerà la sua  40 edizione? I giapponesi ci tengono molto a quella gara Al momento non si è ancora parlato di questo, ma siamo ancora a Gennaio. Se ci fosse la possibilità sarebbe una di quelle gare a cui mi piacerebbe partecipare, deve essere un clima quasi surreale parteciparvi.
  • Dopo un simpatico errore 5 anni fa, quando esultasti con un giro d’anticipo perdendo così la prima posizione finale, questa domanda è di rito: controllerai con attenzione quali saranno i giri mancanti? Guarda, per sicurezza tirerò anche dopo la bandiera a scacchi!

Autore: Andrea Rocca