Con il successo in Austria lo spagnolo avverte Marquez, mentre a Borgo Panigale già rimpiangono il maiorchino.

L’ennesimo successo color rosso Desmo lascia un po’ di interrogativi. Si vince di forza, con forza, con prepotenza e con un livello tecnico superiore. Ducati ha e ha avuto quest’anno le carte in regola per vincere, non solo in Austria, ma per tutta la stagione Ducati ha avuto la moto migliore. Questo la dice lunga sulla grandezza del campione che è Marquez. Appunto, ma se la Ducati è migliore e ha due grandi piloti, com’è possibile che Marquez sia lassù in classifica e al secondo posto ci sia un Rossi, peraltro con una Yamaha in grande difficoltà?

Insomma la sensazione è che i numeri del 2018 fossero decisamente migliori rispetto a quelli dell’anno passato. Un black out tecnico e umano che dovrebbe far riflettere chi comanda a Borgo Panigale. A proposito di black out, qualcuno dovrà rendere conto dei motivi del divorzio tra Ducati e Lorenzo e perché Jorge sia esploso proprio all’indomani dell’addio. Una situazione paradossale che di fatto avrà conseguenze sul futuro agonistico della squadra, visto che il talento di Lorenzo sarà a disposizione della Honda.

Honda appunto. In Austria Lorenzo ha messo in pista una delle gare più belle della sua carriera. Due i messaggi da spedire. Uno alla Ducati, per far comprendere cosa hanno sottovalutato e soprattutto cos’hanno perso. L’altro a Marquez, per fargli capire smalto e talento intatti del suo futuro compagno di squadra. In pratica in Austria è arrivata una vittoria che rende felici, che fa sorridere, ma con la bocca screpolata.