C’era una volta la sportivetta da dover acquistare a tutti i costi, subito dopo aver preso la patente, magari coi primi soldi messi da parte.

Oggi la gente desidera acquistare Suv, dove molte volte più grande è l’auto e più bella è. E se si desidera una macchina piccola, ci si butta sulla Fiat 500 o su una Smart: sono generalmente quelle le prime scelte, le prime alternative. La richiesta è cambiata, il mercato cambia, le esigenze cambiano. Laddove cambia la domanda, ovviamente cambia anche l’offerta. Ma se negli anni 80 avevi un diesel, o eri un tassista o eri un pellegrino della sfiga, di solito con una Mercedes ereditata da tuo padre che per qualche misterioso motivo non aveva comprato un’auto a benzina (magari perché aveva accesso alla misteriosa “nafta agricola” di cui si diceva che avesse un altro colore e un altro odore ma che costasse la metà). E comunque eri considerato un po’ alieno, con la nuvoletta nera fissa allo scarico e il rumore di ferraglia come se le bielle stessero per uscir fuori dal cofano, mentre in accelerazione le auto a benzina ti passavano letteralmente sopra. Non era il massimo, diciamo.

I ventenni degli anni ’80 – 90 desideravano auto difficili da domare, virili, sulle quali il comfort era una sottigliezza per sfigati e il cui possesso ti qualificava indubitabilmente come uomo. Auto senza inutili fronzoli come sedili adeguatamente imbottiti, climatizzatore (che di solito non trovava posto sotto il cofano, dove veniva montato il motore più grande che ci potesse fisicamente stare), servosterzo e ABS: roba che i piloti veri nemmeno prendevano in considerazione.

Non dimentichiamolo: erano gli anni della Guerra Fredda e gli anni di Rocky e in Italia gli 883 inneggiavano “agli anni d’oro del grande Real“.  Il marchio “el charro” e i Durango andavano di pari passo. Anni in cui a ogni affermazione bisognava rispondere con una contro-affermazione, e partiva l’escalation.

E’ il caso della Ford, che arrivata tardi, dovette alzare la voce e lo fece con la Fiesta Turbo, che sovrastava la versione “solo” a iniezione XR2i dall’alto dei suoi 133 CV. 133 CV! Con la Fiestina potevi sognare la Sierra Cosworth, un altro mito di quegli anni, ma il prezzo da pagare per quell’enormità era che il turbo era piuttosto spinto e l’erogazione decisamente brutale: se schiacciavi il pedale la Fiesta Turbo era difficile da controllare, ma volava. L’erede: Ford Fiesta ST. Ford è un’altra casa che non si è tirata indietro con le sportivette, soprattutto per il mercato inglese dove i diciottenni, pare, sono rimasti come negli anni 80 (non sbavano per le Audi TDI). La ST è già adeguata: motore 1.6 Turbo e 182 CV; si parlava di una RS da oltre 200 CV che sarebbe stata la vera erede della prima Turbo… ma all’ultimo il progetto è saltato. Non c’è proprio più la “follia” di una volta.

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Cambiano tempi e i gusti, ogni cosa fa il suo tempo, ogni cosa è anche giusto ricordarla con un pizzico di nostalgia. Per cui, le “piccole bombe” sportive degli anni ’80 è giusto che rimangano un lontano ricordo, le penseremo sempre con un pizzico di malinconia, senza doverle necessariamente riproporle o farne di versioni nuove. Gli anni ’80 sono e saranno unici e irripetibili.