Il numero 25 ha chiuso il digiuno Yamaha a quota 25: quando la cabala ha la sua importanza.

Battute a parte, Maverick Vinales ha sfruttato al meglio la ghiotta occasione: oltre a un passo ottimo messo in pista durante tutto il weekend, anche l’incidente di Marquez gli ha spianato la strada verso la vittoria. Con la gomma morbida all’anteriore è riuscito a prendere il largo sui rivali per poi amministrare negli ultimi giri infiniti quando il vantaggio si stava riducendo. Dopo una stagione difficile, nel box Yamaha per una volta hanno trovato la quadra. Anche Valentino Rossi è stato in bagarre, ma poi un calo nella parte finale, come ormai spesso gli accade, l’ha portato a chiudere in sesta posizione senza lode, sorpassato addirittura da Rins nell’ultimo giro. Peccato perché il podio era sicuramente alla portata. Una Yamaha sicuramente a due facce quindi.

VINALES 10 – Maverick azzarda ma non troppo la scelta della gomma morbida anteriore e viene premiato alla grande. La vittoria che non ti aspetti da chi meno te l’aspetti. Anche perché af oggi quello più accreditato per la vittoria è sempre stato il suo compagno di squadra Rossi. Guida fluido senza sbavature e saluta presto la compagnia dopo essere risalito dalla nona posizione al primo giro. Si merita un premio extra per aver riportato la Yamaha alla vittoria dopo un digiuno durato 25 gare. Rinato

IANNONE 9 – Il talento di Andrea viene fuori come al solito su una delle piste più difficili del mondiale. La ciclistica perfetta della Suzuki aiuta e se ci fosse una cavalleria adeguata dentro il 4 cilindri giapponese il 29 sarebbe imprendibile. Arriva il quarto podio stagionale dopo quelli di Austin, Jerez e Aragon. Poco costante durante la stagione sicuramente non solo per colpa sua. Battagliero

DOVIZIOSO 9 – Su una pista mai digerita completamente il Dovi mette in mostra tutta la sua maturità agonistica, aiutato da una Ducati che a Phillip Island sembra tornata quella dei 4 successi di fila con Casey Stoner. Il podio produce un piccolo allungo su Rossi nel mondiale. Quest’anno la Ducati resta la moto migliore e sia lui che il suo compagno di squadra sono stati a mezzo servizio: che peccato. Sprecone

BAUTISTA 9 – L’esodato della MotoGP giganteggia nelle vesti di supplente e non fa rimpiangere alla Ducati l’assenza di Jorge Lorenzo. Potrebbe fare anche un pensierino al podio il buon Alvaro che contribuisce allo show per tre quarti di gara, e che nel finale dà via libera al Dovi. Responsabile

RINS 7 – Là dove conta il talento puro, lo spagnolo dai modi gentili paga dazio a Iannone. Alex ha comunque il merito di rientrare bene sul gruppetto in lotta per il podio e non si fa mancare bei sorpassi, ultimo quello su Rossi dopo bella lotta proprio nel finale. Ostinato

ROSSI 6,5 – Il Dottore, per guida, assetto differente e caratteristiche fisiche, non può usare quella gomma morbida anteriore che fa la differenza sulla moto del socio di box. Si diverte Vale nella bagarre ma quando comincia a cedere la posteriore saltano fuori i problemi di sempre. Ma non può essere ammissibile dal momento che il tuo compagno di squadra con la stessa moto vince la gara. Ingiustificabile

MARQUEZ SV
 – Continua la maledizione australiana, per la terza volta dopo il titolo conquistato a Motegi per Marc Phillip Island non è l’isola della felicità. Tamponato a 280 all’ora da Zarco, stavolta è senza colpe il campione del mondo che aveva tutto per potersi mettere in tasca un’altra vittoria. Campione… sfortunato