Il direttore tecnico della Red Bulla ha parlato del momento di crisi del pilota tedesco

Newey conosce bene Vettel avendo lavorato con lui alla Red Bull e dopo aver vinto i mondiali dal 2010 al 2013. Il direttore tecnico del team austriaco parla dei punti forti e dei punti deboli del campione tedesco, e cerca di analizzare il momento delicato di Seb, staccato ora di 40 punti dal rivale in campionato Lewis Hamilton.

“Sebastian lavora in maniera incredibile, nessuno è più autocritico di lui – ha dichiarato Newey alla Bild am Sonntag. Una sua debolezza? Può capitare che commetta errori stupidi dettati dalla delicatezza del momento, ma quando conduce è quasi imbattibile. Le persone affrontano diversamente la pressione: in macchina è responsabile non solo per se stesso, ma per l’intera squadra. Alcuni piloti non sentono niente di tutto ciò, come i finlandesi. Altri invece sentono pesantemente la pressione su di loro, specialmente alla fine della stagione. Più il pilota lavora, più sente la pressione, e questo per Seb è vero. Ora per poter conquistare il mondiale, Sebastian ha bisogno almeno di un ritiro di Lewis, altrimenti sarà dannatamente difficile”.

Sperare in un ritiro del rivale Hamilton è qualcosa che in termini pratici permette a Vettel di recuperare in classifica. Un eventuale ritiro darebbe nuova linfa ad un campionato quasi scritto se non definitivamente chiuso. Ma Vettel quest’anno con una Ferrari così forte ha fatto tutto da solo ed è lui il maggior responsabile di questi 40 punti di distacco da Hamilton. Vettel e Ferrari hanno il morale sotto i piedi al pari di quando il morale era alle stelle dopo le tante vittorie ottenute di forza. Ma Hamilton, quando Vettel ha vinto, è riuscito a metterci una pezza. Cosa che non ha saputo fare il pilota tedesco.