Stop auto a gasolio a Roma dal 2024, Greenpeace: decisione positiva

Dal 2024 il centro della Capitale sarà off limits

Qualche giorno fa vi avevamo anticipato questa ipotesi parlando in un nostro articolo della differenza tra auto diesel e auto benzina. Ebbene, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha annunciato che dal 2024 il centro della Capitale sarà off limits per i veicoli diesel privati.

Stop auto diesel a Roma, Greenpeace: decisione positiva

Gli attivisti di Greenpeace

Nello stesso giorno in cui la Corte Federale tedesca ha confermato che le città della Germania possono decidere in piena autonomia di vietare la circolazione dei veicoli diesel sui loro territori, il sindaco di Roma Virginia Raggi ha annunciato che dal 2024 il centro della Capitale sarà off limits per i veicoli diesel privati. 

Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia, ha dichiarato al riguardo: “Quello della Raggi è un annuncio che risponde positivamente alla campagna che Greenpeace sta portando avanti da mesi, rivolta proprio al governo capitolino, oltre che a Milano, Torino e Palermo. Abbiamo chiesto un segnale chiaro, una data di scadenza per la tecnologia motoristica più inquinante e nociva per l’ambiente e la salute, che servisse prima di tutto a orientare il mercato. Questo segnale è arrivato e speriamo dissuada fin d’ora i cittadini romani dal comprare ancora auto diesel, così come speriamo misure analoghe vengano presto adottate da tutte le altre città italiane”.

Non a caso, sono già molte le città europee che si stanno mobilitando per fermare quanto prima i veicoli più inquinanti: un elenco oramai lungo che include città come Atene, Madrid, Parigi, Copenaghen, Stoccarda, Oslo e altre ancora. Greenpeace ritiene che quella lanciata dalla giunta Raggi sia una sfida positiva, che, tra le altre cose, deve essere raccolta anche da altre città italiane. In tal senso, ha concluso Boraschi:Ora ci attendiamo che da qui al 2024 si adottino misure progressive di restrizione della circolazione dei diesel, per non consegnare a una data sul calendario i buoni propositi, per dimostrare invece un impegno concreto, da subito”.

Adesso bisogna anche stare a vedere come cambieranno le cose nelle aziende  che producono veicoli a gasolio. Quali misure verranno adottate? E i posti di lavoro? Un segnale di inversione politica che prende in contropiede molti costruttori, come Mazda e Mercedes, ad esempio che avevano lasciato ancora ampi spazi di sviluppo al diesel pur puntanto ovviamente anche sull’elettrico. Ma un segnale invece previsto da Toyota e FCA che per prime hanno preso le distanze dalla tecnologia dei propulsori a gasolio.

La decisione potrebbe avere ripercussioni anche in Italia e in alttri Comuni che potrebbero seguire l’esempio romano, vanificando di fatto la politica portata avanti dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio che da sempre ha sostenuto la famosa “neutralità” tecnica del Governo: “Non spingiamo – ha spiegato più volte Delrio – l’elettrico, il diesel, il metano o l’idrogeno perché noi puntiamo a far rispettare norme sempre più severe in fatto di emissioni”. La posizione del Governo Italiano era la stessa delle UE: non ci si schiera con una marca piuttosto che con un’altra.