Rossi durante la conferenza stampa del Gp di Germania ha parlato del ritiro di Pedrosa a fine stagione

Il Dottore in merito al ritiro di Pedrosa «E’ un vero peccato per la MotoGP, è uno dei migliori piloti in assoluto. E’ un peccato che non sia riuscito a vincere almeno un Mondiale della massima cilindrata: almeno uno se lo sarebbe meritato. Diciamo che è il pilota più forte senza aver conquistato il titolo. Pensavo che avrebbe continuato e sarebbe anche stato utile per la Yamaha: dopo tanti anni in Honda, sicuramente avrebbe portato informazioni importanti. Ma queste sono scelte personali, se ha deciso così ha sicuramente fatto la cosa giusta».

Pedrosa è uno che secondo noi ha sempre preferito parlare poco, ma ha parlato coi fatti. Uno che ha lottato tanto superando prove impensabili, sfide difficilissime, vincendole tutte, tranne una: quella di diventare campione del mondo anche in MotoGP. Il suo fisico minuto assomiglia al suo carattere: passa inosservato, non colpisce. Eppure da quel mezzo quintale di determinazione ha saputo trarre l’impossibile. Sono quei piloti che hanno bisogno di una notizia come quella del ritiro per emergere o per far parlare di sé, talmente sono taciturni.

In squadra ha avuto piloti quasi impossibili da battere come Casey Stoner e poi Marc Marquez, eppure è andato spesso vicino alla vittoria nel Mondiale, diventata impossibile a causa dei numerosi infortuni. Se dal suo corpo è riuscito a spremere la forza necessaria, dalla sua mente la determinazione e la capacità di soffrire, le sue ossa non hanno potuto dargli quello che gli sarebbe servito per diventare un grandissimo. Così Dani Pedrosa lascia la Honda e le corse dopo una vita e 54 vittorie. Lascia anche una sensazione di immensa tenerezza, di grandezza assoluta come uomo, come persona e un po’ di magone. Sobrio, misurato, tosto. In tutta onestà –non è retorica- parliamo di un piccolo grande pilota. Bravo Dani!