Ecco le dichiarazioni del Dottore coi suoi 39 anni e con la sua voglia di vincere intatta, superba.

Il ‘Dottore’ in una lunga intervista rilasciata al sito MotoGP.com si racconta, tra presente e futuro.

Le gare del Motomondiale in questa stagione stanno regalando grandissime emozioni. Lo stesso Rossi racconta di come quando sia a casa riguardando le gare rimanga a bocca aperta: “Se ti piacciono le gare motociclistiche, allora guardare le gare di MotoGP è la cosa migliore, perché le gare sono pazze. Quando sono a casa, mi siedo davanti alla TV con gli occhi sbarrati. Questo è positivo per la coppa del mondo, ma a volte è difficile quando si hanno problemi”.

I problemi della Yamaha

“Stagione difficile, perché penso che la Yamaha al momento non sia competitiva come Honda e Ducati. Secondo me i problemi sono cominciati quando siamo passati dall’elettronica Yamaha alla ECU unificata. Hanno fatto la regola per abbassare il livello dell’elettronica in confronto alla 2015 per esempio. E’stato un passo importante nel 2016. A metà del 2017 Honda e Ducati sono stati in grado di tornare sugli stessi livelli mentre la Yamaha è rimasta indietro. Manca ancora tanto alla fine della stagione ed è frustrante perché non siamo in grado di migliorare. Per me è importante capire se la Yamaha vuole vincere, o meglio, quanto vuole vincere. Secondo me serve un grande sforzo, ma Yamaha ha il potenziale per recuperare. Adesso sono secondo e questo è buono, ma penso che sia difficile mantenere questa posizione fino alla fine. Il problema è che non siamo abbastanza veloci per tenere Marquez sotto pressione.”

La voglia di vincere non manca

“Quando non vinci ti devi accontentare. Io corro per cercare di vincere. La mia ultima vittoria, più di un anno fa, è stata l’ultima vittoria Yamaha. Quindi non vinciamo perché non siamo al top con la moto, a volte quest’anno ho guidato molto bene e penso che con una moto competitiva avrei potuto lottare per la vittoria. Sinceramente quest’anno mi sento molto bene, sono in forma. Arrivo alla fine della gara che ho ancora energia per fare altri 5 giri. E’ un peccato non essere al top tecnicamente perché mi sento molto forte.”

Dopo tante stagioni trovare gli stimoli è difficile, ma c’è un segreto

“Essere capaci di migliorare le proprie capacità e provare qualcosa di nuovo sulla moto, è la mia più grande motivazione. Quando sono in grado di cambiare il mio stile di guida, la mia posizione sulla moto, il modo di frenare o alzare la moto in accelerazione per me è grandioso, perché sono vecchio ma posso farlo. Se non potessi fare questo sarebbe meglio stare a casa a rilassarmi sul divano con la birra.”

Il futuro, ancora tutto da scrivere

“Tra due anni deciderò cosa fare. Perchè in questo momento non lo so. La strada è ancora lunga, ci sono ancora due stagioni. Il mio problema è che sono vecchio quindi prima o poi mi dovrò fermare. Correre è la mia vita, ma quando smetterò con le moto voglio provare a correre con le macchine perché questo è il mio obiettivo nella vita ed è quello che voglio fare. Allo stesso tempo voglio continuare a lavorare con i giovani piloti con la Academy perché ci divertiamo molto e magari estendere il nostro team anche in MotoGP. Ma è solo un’idea, vedremo. Quando smetterò so solo che sarà un momento difficile, molto triste.”

Le sue sono parole cariche di passione, sembra che ami la propria moto, ma togliamo anche il “sembra”. Dalle sue parole si evince in maniera molto chiara che corre con passione e per passione. A 39 anni non è facile trovare ancora le motivazioni giuste. Il decimo mondiale gli manca e sarebbe molto più facile lasciar perdere invece che continuare ad incassare sconfitte. Dal divano, per chi guarda le gare, è tutto facile. Giudicare un secondo posto, un sesto in qualifica, una curva riuscita male, un lungo o qualsiasi altra cosa venga vista, è troppo facile perché così sembra, ma non è così. Troppo facile dare del bollito e dare addosso a chi ha vinto tanto come lui. E’ come se ci avesse abituati a vederlo vincere perché all’epoca lo ha fatto con troppa facilità e ora non è più così.

Rossi è condannato a vincere e ad ogni modo, quando si guarda una gara di MotoGp, lo si fa sempre con quel pizzico di nostalgia, con un occhio al passato e con quel pizzico di speranza che lui possa fare uno show e una rimonta alla vecchia maniera, proprio come lui ci ha abituati per anni. Da lui ci si aspetta ancora tanto, forse è per questo che viene criticato pesantemente quando non vince. Ma il nove volte campione del mondo è ancora lì a lottare con chi da piccolo lo ammirava. I numeri e le statistiche sono relative soprattutto quando ci si accorge che il Dottore corre ancora con tutta la passione che ha dentro e con l’entusiasmo di un bambino.